Vodafone 20 Gb, 1000 sms e minuti. Blocco tariffe troppo care per tutti, inclusi ex-clienti

Cambiano e si attivano le strategie di Vodafone che avevamo raccontato in precedenza, iniziando ad avere e presentare sul mercato delle offerte concrete

Vodafone mette in atto la sua strategia che aveva già annunciato qualche settimana fa con offerte per nuovi ed ex clienti percercare di riallinearsi con il resto degli operatori, anche i meno costosi a livello di tariffe.

Primo atto concreto, offerte ex clienti stop a tariffe troppo costose

E tra i cambi di stretegia di Vodafone si presenta per recuperare nuovi e vecchi clienti con offerte decisamente conveienti come quellai vecchi clienti, come il pacchetto 1000 minuti verso tutti, 10GB di traffico internet e 1000 SMS a 10 euro andando a cecare di posizionarsi soprattutto contro Wind e 3 Italia che hanno il tutto incluso, ma a qualche euro in più tranne alcune promozioni.
E poi Vodafone, ovviamente punta sulla copertura e qualità della sua linea. Una altra offerta simile è quella che ha 20 GB di traffico Internet con il costo di 15 euro.
Al momento ricordiamo che la fatturazione avviene solo a 28 giorni e che bisogna aggiungere il costo della sim a 10 euro.

Vodafone cambia tutto: strategia, logo e slogan

In un mercato sempre più competitivo, anche per via della presenza di operatori low cost e delle polemiche che stanno investendo gli operatori per via della cambio dei tempi della fatturazione, ecco che Vodafone ha deciso di rifarsi il look. La scelta va nella scia di quanto già fatto da altri gestori telefonici che hanno rinnovato strategia, logo e slogan. Ma nel caso di Vodafone assume un carattere differente perché si tratta della sua prima volta. I tempi non sono affatto casuali e prevedono l'implementazione di una politica commerciale e promozionale in grande stile. In buona sostanza, tutti i Paesi in cui opera il gestore telefonico, Italia inclusa, saranno contemporaneamente coinvolti dal refresh. Resta da capire se sono previste rimodulazioni delle tariffe per cellulari, telefonia fissa e Adsl, per ora non annunciate, o comunque una diversificazione dei piani attualmente esistenti.

Cosa cambia allora per Vodafone? E perché? È lo stesso gruppo a comunicare una diversa strategia di posizionamento, presentando un nuovo slogane un logo leggermente differente. Si tratta del primo vero rinnovamento del brand da quando è stato lanciato 8 anni fa lo slogan Power to you. Anticipiamolo subito: il nuovo slogan è sarà "The future is exciting. Ready?", da intendere come invito per i clienti a unirsi a una nuova avventura verso rinnovati orizzonti. Un evidente cambio di passo rispetto al precedente messaggio sull'empowerment. Per quanto riguarda il nuovo logo, viene data una più rilevante accentuazione alla virgoletta di Vodafone, più centrale nell'aspetto grafica e diversa nella sua riproduzione. Appare infatti in due dimensioni e non più in 3D come il logo attuale.

Vodafone ha scelto quindi di puntare ancora sulla lingua inglese, senza alcuna traduzione in italiano o nella lingua del Paese di riferimento. Alla nuova campagna massiva, a cui hanno lavorato le agenzie di comunicazione Brand Union, Kantar, MEC, Santo e WPP, sarà dato il via e ruoterà attorno a uno spot televisivo di 60 secondi sul tema dell'interazione umana e delle tecnologie che si evolvono. Provando a ripercorrere le tappe della storia di Vodafone, il logo originale risale all'ormai lontano 1985. La figura di Pegaso è stata aggiunta 8 anni dopo mentre la virgoletta è stata introdotta nel 1998. Ecco poi, uno dopo l'altro, il logo con una sim card, la prima versione tridimensionale e lo Power to you,a adesso messo da parte dall'ottimistico "The future is exciting. Ready?".


Già, perché come argomentato da Serpil Timuray, Chief Commercial Operations and Strategy Officer del Gruppo Vodafone, questa è una lunga storia nella diffusione di nuove tecnologie. Il loro nuovo posizionamento - spiega con attenzione - vuole incarnare la missione di Vodafone ovvero quella di aiutare i clienti e le comunità ad accogliere e beneficiare delle innovazioni che plasmeranno il mondo.

Da Vodafone a Vei

In questo contesto di rinnovamento dell'aspetto, Vodafone sta per lanciare sul mercato un operatore low cost, Vei, andando così nella scia di Tim con Kena Mobile e, più in generale, di una tendenza sempre più diffusa. Potrebbe fare la sua comparsa già entro la fine dell'anno, magari subito dopo lo sbarco in Italia di Free mobile ovvero Ho Mobile. Qualcosa si è già mossa: il Ministero dello Sviluppo Economico ha già assegnato il prefisso telefonico che, in base a quanto trapelato, è il 379.1. Vale la pena fa notare che la stessa denominazione di Vei non è definitiva e resta ancora molto da scoprire, anche al di là delle semplici tariffe per cellulari. Anche se alla fine dei giochi si tratta dell'aspetto che interessa più di altri agli utenti italiani.

I tempi sono comunque ormai prossimi per l'arrivo di Vei di Vodafone come completamento di questo processo di ristrutturazione. Anche negli ultimi giorni sono state molte le voci e le indiscrezioni sulle prime competitive proposte dell'operatore Free, attese già entro la fine dell'anno, al massimo nei primissimi mesi del 2018. E non è un caso che gli altri gestori italiani abbiano cercato di giocare d'anticipo proponendo tariffe low cost con marchi alternativi.

Bollette si ritorna al mensile, alcuni problemi rimangono e quasi sicuri rincari per tutti

Dal Dl Fiscale blocco defiitivo per tutte le bollette a 28 giorni e si ritorna lalla fatturazione mensile. Ma nonostante questo ci si attende un aumento spalmato su 12 mensilità dall'anno prossio quando dovrebbe inizare anche se c'è tempo entro 120 giorni, 4 mesi.

Alla fine l'atteso provvedimento è arrivato: la fatturazione diventa obbligatoriamente ogni 30 giorni e non più ogni 28 per telefoni. Internet e pay TV, con l'esclusione di promozioni non rinnovabili. Il parlamento ha acceso il semaforo verde e la misura sarà inserita nella versione finale della manovra. Significa che l'applicazione è pressoché imminente ovvero può essere messa in conto sin dai primissimi mesi del prossimo anno. Ma siamo sicure che per i consumatori si tratterrà di un affare? Impossibile dirlo con certezza in via preliminare, ma il rischio concreto che dal punto di vista strettamente economico non cambi nulla è reale. Ricevere bollette ogni 28 giorni, così come è avvenuto fino a questo momento, significa per gli utenti pagare in un anno 13 fatture anziché 12. E per le aziende vuol dire incassare il media l'8,6% in più.

Cosa faranno adesso gli operatori?

A questi ricavi aggiuntivi difficilmente vorranno rinunciare e di conseguenza potrebbe e decidere di ritoccare le tariffe verso l'alto per compensare le mancate entrate preventivate. Naturalmente non ci sono ufficialità e solo i fatti potranno dimostrare se questo sospetto sarà fondato o meno. O magari si arriverà a una via di mezzo con un aumento dei costi ma l'affiancamento con l'attivazione di servizi finora a pagamento o nuove promozione. Tuttavia, il motivo del contendere, avviato con le indagini dell'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni, non è mai stato la liceità degli operatori telefonici di aumentare le tariffe per cellulari, linee fisse, pay TV, Internet e o fibra ottica. In un regime di libera concorrenza possono naturalmente muoversi come meglio credono, calibrando i prezzi per cercare di aumentare il numero dei clienti e dunque il giro d'affari.

Il punto è che le bollette a 28 giorni non danno l'idea ai consumatori delle spesa (stipendi e pensioni sono corrisposti su base mensile) e la comparazione tra le proposte diventa più difficile.

E c'è il rimborso di 50 euro, ma non come sperato

Vala la pena far presente che gli operatori coinvolti delle nuove regole hanno a disposizione 120 giorni per adeguarsi alla misura. Se non lo fanno devono rimborsare 50 euro ogni cliente più 1 euro per ogni giorno che passa a partire dal termine di rimborso deciso dall'Agcom. La orma non è comunque retroattiva e di conseguenza nessun rimborso retroattivo è previsto per il pregresso. Ma su questo punto, Massimiliano Dona, presidente dell'Unione nazionale consumatori, promette battaglia chiedendo che l'Agcom indennizzi i consumatori per il passato. E poi, attenzione alle eccezioni perché i gestori hanno sì l'obbligo delle bollette ogni 30 giorni, tranne che per i servizi promozionali a carattere temporaneo di durata inferiore al mese e non rinnovabile, su base mensile o multipli del mese, così come indicato esplicitamente nel testo.

Infine, per convincere gli operatori ad adeguarsi, le sanzioni previste dal Codice delle comunicazioni per questo tipo di violazioni sono raddoppiate. Da adesso in poi, le multe iniziano da 240.000 euro e arrivano a 5 milioni di euro. Naturalmente continuerà ancora all'Autorità garante per le comunicazioni vigilare e comminare le sanzioni. Adesso tocca dunque agli operatori, che hanno l'obbligo di garantire informazioni chiare e trasparenti sulle offerte precisando anche se la fibra arriva al domicilio o solo alla centrale, adeguarsi per tempo alle scadenze previste rispettando il termine fissato dei 120 giorni dall'entrata in vigore del decreto legge che contiene la norma.





di Luigi Mannini pubblicato il


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