Paradise Papers: i nomi degli italiani presenti

Non mancano le sorprese visto che tra i nomi presenti negli oltre tredici milioni di file che alcuni hacker hanno 'rubato' all'archivio dello studio legale Applebay sono diversi quelli di italiani

I Paradisi fiscali entrano nell’occhio del ciclone anche in Italia. La pubblicazione dei Paradise Papers, esclusiva del settimanale “l’Espresso” e della trasmissione Rai “Report” contribuirà a far luce sui nomi e le aziende che hanno utilizzato i paradisi fiscali per poter usufruire di una legislazione fiscale di vantaggio rispetto a quella che avrebbero dovuto sostenere nel proprio paese.

Un’abitudine che, se qualche anno fa, accomunava solo i paperoni che potevano avere accesso, grazie alle proprie relazioni e anche alla disponibilità economica, alla fiscalità di vantaggio offerta da alcuni paesi che hanno meritato l’appellativo di Paradisi Fiscali. E le sorprese non mancano visto che tra i nomi presenti negli oltre tredici milioni di file che alcuni hacker hanno ‘rubato’ dall’archivio dallo studio legale Applebay, finto al centro dello scandalo, nei quali sono emersi, tra cantanti, vip, imprenditori e politici di tutto il mondo, anche i nomi degli italiani presenti che hanno sfruttato questa opportunità per mettere al sicuro ingenti somme di denaro nei paradisi fiscali.

Sorprese, ma anche conferme. In ballo ci sono centinaia di milioni di dollari che vengono sottratti, con questo espediente, al fisco attraverso la creazione di società off-shore che, rendono praticamente invisibili ai radar del fisco, enormi quantità di denaro.

I nomi degli italiani presenti

Così come si diceva in precedenza, i giornalisti dell’Espresso e quelli della trasmissione Rai Report, i soli che hanno potuto sfogliare le centinaia di migliaia di pagine che costituiscono il dossier nominato Paradise Papers, hanno trovato anche i nomi degli italiani presenti in questa lista. E, insieme ad alcune conferme (il lupo perde il pelo ma non il vizio), non sono mancate le sorprese.

Così sotto la lente d’ingrandimento sono finiti, un po’ a sorpresa, anche i Legionari di Cristo, una congregazione con propaggini in tutto il mondo, molto potente e misteriosa i cui adepti, ovviamente quelli che occupano posizioni di vertice all’interno dell’organizzazione, avrebbero nascosto una gran quantità di denaro in una società con sede legale in uno dei paradisi fiscali. Ma, dopo lo scandalo di qualche anno fa con la pubblicazione dei Panama Papers anche questa volta ci sono conferme e sorprese tra i nomi degli italiani presenti nella lista dei Paradise Papers.


Un altro nome pesante è quello di Andrea Bonomi avversario di Urbano Cairo per la scalata al Corriere della Sera, uscito poi sconfitto dall’editore che è anche proprietario del Torino Calcio che, secondo quanto è trapelato dalle carte con la sua finanziaria di ha creato tre trust con sede nelle Isole di Jersey. Simile la vicenda di Felice Rovelli, erede della dinastia che negli anni Ottanta regnava sulla chimica italiana. Tra i nomi presenti anche quello di Camilla Cruciani, forse l’anello finale della catena di controllo di Vitrociset, azienda specializzata in sistemi di sicurezza, appaltatrice dei ministeri della Difesa e della Giustizia per forniture riservate, controllata da una catena di società nei paradisi fiscali utilizzati da Appleby, ultimo tassello a Curacao.

E in questa lista non poteva di certo mancare il nome di Silvio Berlusconi che avrebbe fatto ricorso ad Appleby dopo aver acquistato uno yacht da Rupert Murdoch. Dopo lo scandalo dei Panama Papers, ecco il nuovo scandalo fiscale che si sta delineando dopo l’operazione compiuta da alcuni hacker che sono riusciti a ‘rubare’ oltre tredici milioni di file dall’archivio dello studio legale Appleby finito nell’occhio del ciclone.





di Luigi Mannini pubblicato il


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