Inter, Suning e il suo impero. Nulla al confronto. E Zhang nicchia

Stando a quanto riportato dal Corsera Suning, l’acquirente cinese che ha rilevato la società dalle mani di Massimo Moratti, possiede l'Inte senza acquistato una sola azione del pacchetto nerazzurro

Altro che prestigiatori. Gli squali della finanza, quelli che attraversano quotidianamente i mari agitati delle contrattazioni, dei mercati azionari e valutari di mezzo mondo hanno dimostrato di poter conquistare il mondo. E pure, una squadra di calcio come l’Inter, tra le società più prestigiose non solo a livello italiano, ma anche internazionale senza che Suning, l’acquirente cinese che ha rilevato la società dalle mani di Massimo Moratti, abbia acquistato una sola azione del pacchetto nerazzurro. Lo dice il Corsera in un articolo pubblicato nella sezione economia che prova a far luce sulle modalità di acquisizione della società nerazzurra da parte della cinese Suning Commerce Group, gigante del commercio di materiale elettronico con diciannove miliardi di euro di ricavi, che gestisce l’Inter come fosse una società controllata anche se poi in effetti non è proprio così.

Inter Suning e il suo impero

L’Inter infatti può essere considerata solo una parte, nemmeno poi così rilevante dell’impero di Sunung. Da un anno e mezzo la proprietà dell’Inter viene costantemente associata alla Suning Commerce Group, come se la società milanese fosse una controllata del gigante del commercio di materiale elettronico, quotato alla Borsa di Shenzhen e con principali soci Zhang, alcuni manager e Alibaba di Jack Ma non è così per il semplice fatto che l’Inter fa capo a Zhang attraverso la cassaforte Suning Holdings Group, con l’appoggio azionario, secondo alcune fonti, di alcuni suoi fedelissimi riuniti nella Suning Appliance Group.

Per capire la differenza si potrebbe pensare di fare qualche esempio simile. Nel caso che Silvio Berlusconi volesse acquistare il Barcellona allora sarebbe necessario fare chiarezza sulla titolarità dell’acquirente. Se è lui oppure la società quotata in borsa Mediaset. Stesso discorso per la Juventus che è di proprietà della famiglia Agnelli che la gestisce attraverso il fondo Exor. Quindi la Juve non è del gruppo Fiat Chrysler, anche se gli Agnelli detengono il trenta per cento delle azioni.

Inter intanto Zhang nicchia

Tra tutte queste nozioni di finanza, investimenti, società e partecipazioni sembra che l’unico ad aver capito tutto quello che c’era da capire è il giovanissimo Zhang che infatti nicchia di fronte alle prospettive che gli si sono spalancate difronte. Il giovanissimo Zhang, ventisei anni e un gran talento che per il momento sta ampiamento vanificando la scarsa esperienza ha ricevuto dall’Inter ampie deleghe operative anche per la compravendita di calciatori fino a quaranta milioni di euro. I nerazzurri sono in mano a un uomo che possiede un patrimonio di quasi sei miliardi di dollari, secondo le stime di Forbes. Molto di più di quanto possa vantare un’azienda delle dimensioni di Eni, solo per fare un esempio.

Nonostante questo però l’ambiente Inter è preoccupato vedendo che Zhang nicchia sul mercato anche se erano state fatte promesse che Spalletti non ha potuto mai vedere realizzati. Zhang, ha già dimostrato di prestare grande attenzione a diversi aspetti della gestione di una società, dal marketing al riempimento dello stadio, sul potenziamento dell’aspetto social della società ed altre cose di questo genere. Ma quando si tratta di intervenire direttamente nella gestione tecnica della squadra, che avrebbe bisogno di qualche rinforzo per essere davvero competitiva al cento per cento, la stessa determinazione utilizzata in altri campi e in altri aspetti della gestione della società, appare solo un miraggio.





di Luigi Mannini pubblicato il


Torna su