Industria: Italia settima al mondo. Innovazione sfida fondamentale

L’Italia si conferma settima potenza mondiale per il settore manifatturiero, stando alla classifica annuale stilata dal Centro studi di Confindustria, e seconda potenza europea. Una buona notizia

La notizia ha avuto lo stesso effetto di un calcio dato finalmente alla crisi che da anni ormai morde anche l’Italia e che ha rischiato di mortificarne la dimensione di potenza economica che l’Italia ha sempre recitato sullo scenario internazionale dal secondo dopoguerra in poi. L’Italia è ancora la settima potenza industriale a livello mondiale tanto da suscitare una certa nostalgia per i vertici del G7, che facevano sedere allo stesso tavolo le sette potenze più industrializzati del mondo, soppiantato poi, in seguito all’apertura dei mercati con l’avvento della globalizzazione, dal G20.

Ebbene la notizia che l’Italia si conferma settima potenza mondiale per il settore manifatturiero, stando alla classifica annuale stilata dal Centro studi di Confindustria, e seconda potenza europea è certamente una buona notizia. Ma spulciando bene i dati non si può tralasciare il fatto che, per il futuro, l’innovazione rappresenta una sfida fondamentale. E che, per raggiungere i livelli di benessere precedenti alla crisi economica bisognerà che ancora tanta acqua passi sotto i ponti visto che bisogna aspettare il 2021. Anche che l’occupazione nel settore manifatturiero italiano dall’inverno 2015 all’autunno 2017 è complessivamente calata di quasi ottocentomila unità.

Italia settima al mondo per l’industria

I dati inseriti nella ricerca del Centro studi di Confindustria dicono chiaramente che l’Italia resta uno dei giganti mondiali per quel che attiene alla potenza del proprio sistema produttivo. In Europa il Belpaese è secondo solo alla locomotiva Germania e tiene a debita distanza potenze molto più celebrate come la Francia e la Gran Bretagna. Il rapporto Scenari Industriali 2017 di Confindustria conferma che l’industria italiana, dovendo rispondere a un mercato interno in contrazione, ha imboccato la strada dell’internazionalizzazione: dal 2010 ad oggi l’export è aumentato del 3,2% medio annuo, un ritmo si un solo decimo inferiore a quello tenuto dalla Germania il cui tasso di crescita si è attestato al 3,3 per cento.

Industria innovazione sfida fondamentale per l'Italia

Ma non è tutto oro ciò che luccica e per evitare brutte sorprese nel prossimo futuro bisognerà puntare molto sull’innovazione. Una sfida fondamentale per creare basi solide per evitare che in futuro si ripeta la stessa tragedia della crisi economica che ha sconvolto il mondo intero. Il Pil italiano, dunque è in risalita e questa è una buona notizia, ma per tornare ai livelli precedenti alla crisi economica che dal 2008 ha smosso nelle fondamenta le economie di tutte le maggiori potenze economiche mondiali non sarà un’impresa facile.

E soprattutto non è una prospettiva che è dietro l’angolo visto che, se la crescita economica procedesse con il ritmo attuale, il recupero dei livelli persi nel corso della crisi si concluderebbe nel 2021. Nel secondo trimestre del 2017 il livello del Pil ha infatti registrato un valore inferiore di quasi due punti percentuali rispetto a quello registrato nel secondo trimestre del 2011. Per non parlare del 2008. Anno di inizio della crisi. Il gap da recuperare rispetto a quel trimestre è del 6,4%. Insomma la strada da fare è ancora tanta. E puntare sull’innovazione è la sfida fondamentale per un futuro che riservi soprattutto alle nuove generazioni un futuro roseo e non più oscuro come quello che hanno vissuto in questi ultimi anni.





di Luigi Mannini pubblicato il


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