Correntisti tra timori e speranze, Gabriele Volpi sale di più su Carige

Si temono ancora crolli delle banche per un sistema che non riesce a reagire come insegna il caso Creval, ma anche i raggiri subito dai rispartmiatori

Dopo le banche per cui si è denunciato delle autentiche violazioni e raggiri su più livelli ai danni dei risparmiatori, i correntisti di Ban Carige sembrano al momento sospesi tra paura e fiducia con dopo il cduta fortissima in Borsa la decisione che è arrivta di salvare la banca genovese con un aumento di capitale dove Gabriele Volpi rimarròà il secondo investitore co una quota maggiore salendo al 10,7. Seguono i soliti altyri, ma affiancati d aun comitato di garanzia tra cui Brclays,Credit Suisse,Deutsche Bank- Lunedì la risposta della Consob. Sotto tutti i raggiri subio dai risparmiatori delle altre banche e si temono ulteriori problemi.

I raggiiri subiti in in precedenza dai risparmiatori, bisogna leggerli con attenzione perchè nelle stanze di molti società di analisti e non solo, si teme che il problema delle banche italiane sia ancora ben lontano dall'essere risolto e che il tradimento al sistema italiano e alla sicurezza dei conti correnti sia ancora vicino, troppo vicino.
Non è un caso il tracollo di Creval che ha dichiarato 700 milioni di aumento di capitale per cercare di fa fronte una vota per tutte ai problemi dei credi inesigibili, gli Npl, che sono quasi 2 miliardi ufficialmente.
E così tante altre banche sono scese in piazza affari, meno che Credal -29%, ma comunque con perdite consistenti. La paura e l'jnsicurezza sulle banche c'è ancora tutta. E sotto si può capire quanto è successo davvero e potrebbe succedere senza un giusto monitoraggio.

Se son rose fioriranno dice il vecchio proverbio. E di rose, per quanto riguarda il settore bancario, in Italia, ne sono fiorite parecchie in questi anni. All’indomani dello scoppio della bolla speculativa che nel 2008 fu alla base della crisi economica che ha colpito il mondo intero, si diceva che il sistema bancario italiano sarebbe rimasto in qualche modo immune ai fallimenti e ai disastri ai quali gli istituti di credito di mezzo mondo stavano andando incontro. A distanza di qualche anno, purtroppo, i risparmiatori italiani hanno scoperto sulla propria pelle che questa sicurezza e diversità del Sistema Italia, rispetto a ciò che è successo e succede ancora in altre parti, non è poi così reale.

Se fino ad ora una generalizzata omertà aveva di fatto silenziato una realtà tutt’altro che rosea, i tappi stanno iniziando a saltare uno ad uno. Dopo i fatti che hanno riguardato la banca più antica del mondo, il Monte dei Paschi di Siena ancora al centro di attenzioni mediatiche per alcune tragiche vicende che, forse, non sono state vagliate con la necessaria attenzione, stanno venendo fuori altri raggiri ai risparmiatori di Marche, Veneto ed Etruria. Omertà, vigilanza inefficace, difficoltà e ritardi di Palazzo Koch, lentezza della Consob ad esercitare la propria funzione e scarsa attenzione anche dei governi che si sono succeduti negli ultimi anni, sono alla base della distruzione dei risparmi di migliaia di italiani.

Banche i raggiri ai risparmiatori di Marche, Veneto, Etruria

Il calvario che sta portando alcune banche verso una catastrofe annunciata ma non segnalata da nessuno degli istituti preposti è già evidente nel 2013 quando, per esempio, la CariChieti nel maggio di quello stesso anno prepara la vendita al pubblico di un'obbligazione subordinata per un volume di dieci milioni di euro. Il titolo finirà poi spazzato via con la "risoluzione" della Chieti nel novembre 2015, assieme a quelle di Etruria, Banca Marche dopo aver però superato, senza troppi ostacoli, la lunga e complessa trafila dei controlli che non si erano accorti, due anni prima, della pericolosità del prodotto. Un caso isolato? Non proprio visto che i raggiri ai risparmiatori non finiscono qui.


Un fatto analogo è successo per esempio rispetto al bond subordinato chiamato "Upper Tier 2" e messo sul mercato da Banca Marche. Un istituto che poco dopo sarebbe stato commissariato dalla Banca d’Italia in seguito a un tracollo tanto rapido quanto sospetto. Nemmeno un mese prima del crack l’istituto aveva presentato le necessarie rassicurazioni sullo stato di salute dei suoi bilanci sentenziando, in poche parole, che non c’erano tracce di sofferenza nei bilanci dell’istituto di credito. L’omissione più seria riguarda una scelta diretta della Commissione di vigilanza di Borsa: accetta che non compaia nessun riferimento al principale rischio sul bond, ossia la comunicazione della Commissione europea di una settimana prima che aveva stipulato l'obbligo di sforbiciata proprio sui bond subordinati in caso di intervento pubblico. Un’omissione incomprensibile anche della Banca d'Italia, che conosceva i conti di Marche e poteva utilizzare i suoi poteri per evitare l’utilizzo di questi titoli.

Una prassi che accomuna anche Banca Etruria, Veneto Banca e Popolare Vicenza. Ma i raggiri ai risparmiatori di Marche, Veneto, Etruria non finiscono qui e le pratiche di gestione opache se non delittuose sono alla base della distruzione dei risparmi di migliaia di persone che hanno perso tutto e alcuni anche la vita. Per impedire tutto questo sarebbe bastato un provvedimento serio ed autorevole da parte Governi che si sono succeduti negli ultimi anni. Ma anche questo aspetto, che avrebbe contribuito a restituire un pizzico di dignità a una classe politica squalificata agli occhi dei cittadini anche per questi motivi. Niente di particolarmente complicato. E invece, ovviamente, nulla è stato fatto da questo punto di vista.





di Luigi Mannini pubblicato il


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