Pubblica amministrazione: 29 miliardi di sprechi e inefficienze per Cgia

Salgono le inefficienze della macchina statale, quantificate in quasi 29 miliardi di euro all'anno, che potrebbero essere soldi risparmiati in tasse agli italiani

Confermati sperechi e innefficienze dalla Cgia di Mestre per la PA, la pubblica amministrazionedi ben 29 miliardi

La CGIA di Mestre torna a far luce e ad evidenziare come ancora una volta gli sprechi nella Pubblica Amministrazione non sono continuano ad esserci, ma continuano ad aumentare per un importo che nel 2018 si attesterà intorno ai 29 miliardi di euro.

Sprechi Pubblica Amministrazione: i settori peggiori

Maglia nera per il settore del trasporto pubblico locale che tocca la cifra record di 12 miliardi di euro di inefficienze. A seguire a distanza la Sanità con ben 6 miliardi di inefficienze e 5,9 miliardi di sprechi da parte della Guardia di Finanza.

4.9 di miliardi per i poveri percepiti dai più abbienti

Tra i dati più esemplificativi di questo fenomeno sono i quasi 5 miliardi di euro percepiti dalle famiglie più abbienti e che originariamente erano destinati a contrastare la povertà. Situazione che fa ben capire quali sono i margini di manovra di ciascun governo che volesse veramente metter mano ai conti pubblici con una decisa e corretta spending review.

Spending review 2018

L’analisi della CGIA di Mestre evidenzia anche i metodi inefficaci di spending review adottatati dal Governo nella legge di Bilancio 2018 per ridurre gli sprechi della macchina pubblica. La maggior parte dei 2,9 miliardi di spending review (appena il 10% degli sprechi evidenziati) toccherà soprattutto le tasche dei cittadini con un taglio dei servizi (come il depotenziamento del fondo che sovvenziona ricerca, sviluppo dei territori, assistenza per i malati oncologici).

Le potenzialità ci sono, ma…


Il Fondo Monetario Internazionale ha inoltre evidenziato che in Italia vi sono delle eccellenze in tutti i settori di competenza della Stato e se venissero prese queste eccellenze come esempio da applicare in tutte le regioni italiane, solo questo intervento statale equivalerebbe ad almeno 2 punti percentuali del PIL, ovvero un beneficio di 30 miliardi di euro l’anno.





di Lorenzo Pascucci pubblicato il


Torna su