Manovra: 4mila emendamenti presentati in Senato. Le differenti richieste

Le differenti richieste che stanno alla base dei quattromila emendamenti stanno a dimostrare che il motto del Gattopardo di Tomasi di Lampedusa “Tutto cambia affinché nulla cambi” è molto attuale

A quanto pare, è proprio vero che il lupo perde il pelo ma non il vizio. Settimane intere a rassicurare che la prossima manovra finanziaria la cui gestazione inizia proprio in queste settimane non sarà sfiorata dal cosiddetto assalto alla diligenza che piovono ben quattromila emendamenti che sono stati presentati in Senato alla commissione Bilancio. Insomma, nonostante gli annunci e i proclami di sobrietà l’interesse del paese viene perseguito in una maniera abbastanza originale.

Senza una vision che indichi una missione strategica per garantire all’Italia quel ruolo di grande potenza non solo economica, ma anche culturale che le ha consentito di essere faro di civiltà in passato, il solenne obiettivo di tutta la classe politica italiana, sbandierato a favore di telecamere, diviene in pratica la somma di una serie di interessi particolari che, vuoi per impegni elettorali, vuoi per promesse da mantenere, vuoi perché semplicemente c’è la necessità di dimostrare il proprio valore, sta di fatto che al tavolo dei commensali, negli anni elettorali, si siedono proprio tutti. Nessun escluso.

E ognuno di questi protagonisti non si alza dal desco imbandito se non dopo aver ricevuto la sua fetta. Grande o piccola non importa. Le differenti richieste che stanno appesantendo la discussione in Senato, stanno lì a dimostrare che il celebre motto tratto dal Gattopardo di Giuseppe Tomasi di Lampedusa “Tutto cambia affinché nulla cambi” è più attuale che mai.

Quattromila emendamenti presentati in Senato

La pioggia di quasi quattromila emendamenti presentati il Senato precede la fase cruciale dove tutti i gruppi parlamentari dovranno affilare le armi per portare a casa quanto avanzato. La settimana prossima infatti, una volta terminate le operazioni riguardo al decreto fiscale collegato alla prossima manovra di bilancio, il Senato inizierà la discussione dei quasi quattromila emendamenti e poi si passerà alla fase attuativa che si concluderà con la presentazione della manovra.

Diverse sono le richieste avanzate dai vari gruppi parlamentari, oltre che dal governo che ha ribadito la necessità di intervenire sul super-ticket sanitario. Pensioni, ripristino bonus bebè e i risarcimenti degli azionisti delle banche venete sono solo alcuni dei temi più caldi sui quali i partiti si daranno battaglia. Spulciando tra questa enorme massa di emendamenti spunta anche quello sull’introduzione della web tax.

Manovra le differenti richieste


Il momento di approvare la manovra di bilancio si avvicina e con la stessa velocità non ha tardato a farsi vedere la classica montagna, formata questa volta da quattromila emendamenti, che saranno discussi tutti durante il corso della prossima settimana. Intanto le differenti richieste da parte dei vari partiti presenti in Parlamento sono stati in qualche modo sdoganati. Sono tante le richieste e molto variegate. C’è grande attenzione a non commettere errori nell’anno elettorale. Sintonizzarsi al meglio sulle esigenze dell’elettorato è l’esercizio che forse distingue il politico di razza con il peones.

È qui che i più forti riescono a strappare più risorse. Ed è in questa circostanza che si decide anche il futuro di qualcuno, oltre a quello dell’Italia. Vediamo una carrellata delle differenti richieste. Alleanza Popolare, il partito di Alfano, ha presentato cinquecento cinquanta emendamenti e il partito centrista punta molto sul pacchetto famiglia, (bonus bebè, baby sitter, card per le famiglie numerose etc) che da solo vale circa un miliardo. Da Mdp proviene forte la richiesta di abolire il superticket. Proposta sulla quale il partito di Bersani ha già incassato il via libera del Governo con Morando, Viceministro dell’Economia.

Aumenteranno le tasse sul tabacco a causa, o grazie all’emendamento presentato da tutta la commissione Sanità del Senato. Gettito di circa seicento milioni di euro che verranno utilizzati per finanziare l’acquisto dei farmaci oncologici. Via libera anche all’emendamento al decreto fiscale presentato dal capogruppo Pd in Commissione Bilancio del Senato. Insomma la caccia è aperta ufficialmente. Gli italiani sperano che sia una battuta positiva per tutti.





di Luigi Mannini pubblicato il


Torna su