Bolletta elettrica: due modifiche e rialzi forti Gennaio. E già ora aumenti

Si prospetta un inverno amaro per gli utenti italiani per via dei prospettati aumenti nella bolletta elettrica. Sono penalizzati i consumi medio-bassi.

La bolletta elettrica subirà due modifiche ufficiali a Gennaio che provocheranno aumenti e rialzi. E in parte la crescita delle bolletta sta già avvenendo anche ora per ulteriori motivi, ma che ono contingenti, legati alla situazione attuale.

Nuovi cambiamenti per la bolletta elettrica. Tra meno di due mesi ovvero dal mese di gennaio del nuovo anno, gli intestatari dell'utenza della luce saranno alle prese con aumenti vistosi dei costi fissi - quelli che non possono essere ridotti, per intenderci - oltre che con un cambiamento di rilievo nel calcolo del consumo. Sarà infatti detto addio alle tariffe secondo la logica del costo proporzionato al consumo e il criterio della progressività. Il nuovo sistema favorisce coloro che consumano più energia elettrica e meno fonti energetiche fossili. Se si tratta di una decisione positiva (in termini di risparmi) o negativi (in termini di sprechi), è ancora presto per dirlo, ma di certo si tratta di una modifica nel conteggio della bolletta elettrica che impatterà in maniera chiare e dirette sulle tasche degli italiani, sia a livello domestico e sia di impresa.

Nuova bollette elettriche: cosa cambia

Sulla base allora del nuovo sistema di calcolo, a essere penalizzati sono coloro che hanno consumi medio-bassi, magari quelli che sono sempre stati attenti alle spese e a non sprecare energia elettrica da pagare con l'arrivo dell'indesiderata fattura. Per tutti loro si prospetta infatti una bolletta più cara. Di più: stando alla segnalazione dell'Autorità per l'energia elettrica, il gas e il sistema idrico (Aeegsi), gli aumenti saranno "significativi". Da qui l'invito formulato al governo di far slittare di almeno un anno l'appuntamento con i rincari dei cosiddetti oneri generali di sistema così come di prevedere sgravi e agevolazione per le classi più bisognose.

E se i calcoli sono sbagliati, chiedere il rimborso

Va poi sempre messa in conto la possibilità che i calcoli del consumo siano sbagliati, soprattutto nei primi tempi dell'entrata in vigore dei nuovi sistemi di conteggio. Il consiglio è di consultare la bolletta sempre con molta attenzione e nel caso in cui qualcosa non quadri, presentare formale richiesta di rimborso. Non basta agire telefonicamente perché occorre procedere con una raccomandata con ricevuta di ritorno indicando il nome e cognome dell'intestatario dell'utenza, il codice dell'utente, l'indirizzo di casa al quale è riferita la bolletta sballata e tutti i dettagli contestati. Nel caso si accensione del semaforo verde da parte del fornitore, il rimborso deve essere effettuato entro i 90 giorni tramite accredito in bolletta, assegno o bonifico su conto corrente. Se non viene dato alcun seguito è possibile rivolgersi allo Sportello per il consumatore di energia e in ultima istanza al conciliatore.

E attenzione alle nuove offerte

Con il passaggio annunciato al mercato libero cambia il rapporto tra clienti e fornitori. In buona sostanza non ci sarà più lo Stato a calmierare i prezzi. E anche se entrerà ufficialmente in vigore solo nel 2019, sono già iniziate le prime offerte telefoniche per il passaggio a un nuovo fornitore di luce e gas che promette risparmi mirabolanti. E qui occorre attenzione: anche se il Codice del consumo prevede che il contratto diventi effettivamente vincolante solo dopo la firma del cliente, bisogna evitare di rispondere telefonicamente sì alla proposta dell'operatore. E se non si è intenzionati a sottoscrivere alcunché, è meglio dirlo chiaramente per evitare uno stancante tira e molla. Ma se la proposta telefonica interessa, è sempre chiedere di ricevere l'offerta per iscritto prima di aderire. E se l'operatore risponde che si può aderire solo telefonicamente, meglio lasciare perdere.


Chi stipula un contratto per telefono può esercitare il diritto di recesso entro 14 giorni, senza specificare il motivo all'operatore. La procedura va fatta inviando all'operatore una comunicazione scritta tramite raccomandata oppure utilizzando i moduli online messi a disposizione dagli operatori stessi sui loro siti. E se l'operatore ignora la richiesta di recedere dal contratto, occorre spedire un reclamo. Se non risponde entro 45 giorni oppure dà una risposta negativa, occorre procedere con la conciliazione tra le parti rivolgendosi all'Autorità per l'energia elettrica, il gas e il sistema idrico.





di Chiara Compagnucci pubblicato il


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