Banda larga: fibra o adsl raggiunta ogni casa. Mappa aggiornata copertura Mise

In Italia la condizione di vantaggio riguarda nemmeno la metà della popolazione visto che solo il 42,6% delle unità immobiliari viene servita dalla banda ultra larga. Il cento per cento nel 2020

Il Mise ha aggiornato per ogni casa se può ricevere la fibra ottica o l'adsl aggiornando la mappa della copertura ufficiale..

Imprenditori, operatori a vario titolo, semplici cittadini potranno brindare con un bel bicchiere di champagne gelato. Lo faranno di sicuro quelli che abitano nei piccoli centri, le cosiddette aree bianche, e sono stati costretti a sopportare una condizione di disagio tremenda a causa del digital divide. Ovvero quella barriera tecnologica, invisibile ma molto dannosa, che si crea tra il resto del mondo che naviga alla velocità della luce grazie alla banda larga e, appunto, le aree bianche. Quelle dove la banda ultralarga non si è ancora affacciata.

Da un lato la modernità. Dall’altro la preistoria. Due lati della stessa medaglia che coesistono nello stesso paese. E nell’anno del Signore 2017. In Italia la condizione di vantaggio riguarda nemmeno la metà della popolazione visto che solo il 42,6% delle unità immobiliari italiane viene servita dalla Rete veloce. Una condizione che migliorerà, fortunatamente, con il passare del tempo. Vediamo la mappa aggiornata pubblicata dal Mise, il Ministero per lo Sviluppo Economico, con l’intento di mostrare una sorta di timetable degli interventi che porteranno la copertura della banda ultra larga casa per casa.

Banda larga la mappa del Mise

La percentuale di impiego della banda ultra larga crescerà, secondo la mappa del Mise, gradualmente nei prossimi anni fino a raggiungere, nel 2020 sarà coperto il cento per cento delle abitazioni italiane partendo dal 62,5% del 2018 che dovrebbe diventare il 79,1% nel 2019. Se da questo punto di vista, quello di garantire una connessione a 30 megabit al secondo, l’obiettivo sarà raggiunto senza grandi difficoltà, la stessa cosa non la si potrà dire per quanto riguarda la copertura a 100 megabit al secondo che, nello stesso anno secondo le previsioni, non sfonderà il muro del 53,5%. Il cento per cento anche per questa connessione, dovrebbe però essere garantite almeno alle sedi degli edifici pubblici, come scuole ed ospedali in primis. Ingenti gli investimenti che assommano a circa cinque miliardi.

Tre e mezzo stanziati dal Fondo sviluppo e coesione mentre un altro miliardo e ottocento milioni di euro sono legati a programmi operativi di carattere regionale e nazionale 2014-2020. I primi due bandi Infratel per le aree bianche a fallimento di mercato sono stati aggiudicati da Open Fiber. Per quel che riguarda il terzo ed ultimo, destinato a risolvere il problema delle aree bianche presenti in Calabria, Puglia e Sardegna, la consultazione pubblica con gli operatori si concluderà tra pochi giorni, più precisamente il venti di novembre.

Copertura casa per casa banda larga


Come abbiamo visto, grazie a questi investimenti, la copertura casa per casa per quel che riguarda la banda ultralarga, almeno quella capace di far navigare a una velocità di 30 megabit al secondo sarà reale tra qualche anno, nel 2020 per l’esattezza. Se si pensa che oggi come oggi meno del cinquanta per cento delle abitazioni in Italia beneficia di questo vantaggio, allora diventa ancora più chiara l’importanza di questo provvedimento. La Calabria, si piazza ampiamente al primo posto della speciale classifica delle regioni con una percentuale della banda ultra larga più alta.

Qui il settanta per cento del tessuto abitativo è già sotto copertura del servizio. Bene anche la Puglia con il sessantotto per cento e la Basilicata che supera la percentuale del cinquanta per cento. Seguono Lombardia e Sicilia con la Valle d’Aosta, che chiude la classifica con un dieci per cento di abitazioni coperte dalla banda ultra larga.





di Luigi Mannini pubblicato il


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