Auto elettriche: autonomia, metà rispetto dichiarato risultati test

Arrivano dati sorprendenti dalle rilevazioni sull'effettiva durata della batteria. Tre i modelli coinvolti dal test: Nissan Leaf, Renault Zoe e Opel Ampera-e.

Le auto elettriche avrebbe una reale autonomia delle metà di quanto dichiarato per quanto riguarda la batteria e la necessaria ricarica secondo i test fatti.

La polemica è servita perché va a colpire nel cuore proprio quello che è considerato uno dei punti più deboli delle auto elettriche: la durata della batteria. Stando infatti ai test effettuati dal Touring club svizzero per conto di Euroconsumers e del programma televisivo svizzero Patti Chiari, l'autonomia dei veicoli ammonterebbe a meno della metà di quanto dichiarato. Si tratta di una rilevazione che assesta un duro colpo a un settore che ha bisogno di rassicurare gli utenti per conquistare fette di mercato. A voler vedere il bicchiere mezzo pieno, emerge comunque come la durata delle batterie delle auto elettriche sia comunque superiore rispetto al passato.

Test autonomia: le auto elettriche coinvolte

Cuore pulsante delle auto elettriche è la batteria, che è anche al centro dei dubbi. In quanti hanno un'idea del tempo che occorre per ricaricarla. A seconda della potenza emessa e del tipo di presa, occorre molta pazienza: almeno 5-6 ore di tempo per una ricarica completa. Ma a contare di più è appunto la sua durata. Il test del Touring club svizzero che sta facendo molto discutere ha preso in considerazione alcuni modelli ben precisi di auto elettriche. Si tratta di

  1. Nissan Leaf che ha fatto registrare una percorrenza di 144 chilometri rispetto ai 250 dichiarati
  2. Renault Zoe che ha fatto registrare una percorrenza di 232 chilometri rispetto ai 400 dichiarati
  3. Opel Ampera-e che ha fatto registrare una percorrenza di 304 chilometri rispetto ai 520 dichiarati

Le batterie con cui sono equipaggiate queste auto elettriche hanno una capacità che oscilla dai 30 kWh ai 60 kWh e permettono secondo i dati ufficiali dei produttori, di percorrere fino a 520 chilometri. Dal punto di vista metodologico, i veicoli sono stati equipaggiati simulando la vacanza di una famiglia. Oltre al peso del conducente è stato previsto quello di due bambini e dei relativi bagagli. E siccome ogni piccolo cambiamento è in grado di incidere nel consumo dell'auto, ecco che il climatizzatore e il riscaldamento sono stati regolati sui 22 gradi, con una temperatura esterna media di 10 gradi. Nulla è stato lasciato al caso: i percorsi sono stati effettuati con le vetture in colonna e prevedevano tre giri in città, su strade di campagna e in autostrada. Di più: il conducente e la posizione del veicolo nella colonna sono stati cambiati a ogni giro per equilibrare gli effetti del modo di guidare e della resistenza al rotolamento. Insomma, la procedura seguita è stata empirica, ma la più scientifica possibile. E i risultati non sono stati affatto confortanti.

Batteria: problema insoluto?

La batteria serve a immagazzinare l'elettricità e trasmetterla a un motore elettrico direttamente collegato alle ruote. La propulsione elettrica può essere assistita da un motore termico: è il caso del veicolo ibrido ricaricabile e del veicolo elettrico ad autonomia prolungata. Il range extender si avvicina al veicolo 100% elettrico nel funzionamento nella misura in cui soltanto il motore elettrico applica la trazione alle ruote, mentre il motore termico serve semplicemente a ricaricare la batteria una volta scarica.


Dal punto di vista tecnico questa della batteria è una barriera superabile, ma solo un numero limitato dei veicoli immessi sul mercato può aspirare a questo risultato in condizioni d'utilizzo normali. L'autonomia non dovrebbe rappresentare un limite per tali automobilisti, ma solo in teoria. O almeno finché lo sforzo dei costruttori per rassicurarli non avrà dato i suoi frutti. Finché il progresso tecnologico non consentirà di progettare le partenze per le vacanze senza alcuna preoccupazione. Ma finché il ciclo di vita delle batterie sarà giudicato scarso sarà difficile venirne a capo.





di Chiara Compagnucci pubblicato il


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