Auto elettrica in Italia, boom e svolta per AlixPartners con alcuni quesiti sul futuro

L'auto elettrica non č pił tabł e gli italiani si dicono pronti ad acquistarla rinunciando ai mezzi a benzina o a diesel. Ma solo a ben precise condizioni.

L'auto elettrica è sempre piùinteressante e per l'Italia nel 2025 ci potrebbe essere l'anno della svolta seondo AlixPartners con 3,5 milioni di auto elettriche, ma anche prima nel 2020 almeno un incremento ancora più sostanzioso di quello attuale. E il vero boom è atteso nel 2030.Attenzione, comunque alle alle necessità di stazioni di servizio con colonnine di ricricarica che dovanno essere sempre più diffuse e veloci

Auto elettrica sì o no? Gli italiani ci pensano e sono disposti ad acquistarla. O almeno, uno su tre si dice possibilista rispetto all'opportunità di passare a un mezzo alimentato a batteria o comunque ibrido. Siamo ancora nel campo delle intenzioni, ma si tratta di una quota rilevante considerano che a oggi solamente il 2,3% degli automobilisti sale oggi a bordo di un veicolo ecologico. Anzi, entrando ancora più nel cuore della rilevazione effettuata dall'Osservatorio mensile di Findomestic, viene fuori che a convincere gli italiani sono soprattutto i mezzi ibridi (27%) anziché quelli elettrici (9%), a dimostrazione di come ci troviamo dinanzi a un mercato che sta adesso muovendo solo i primi passi di un percorso molto lungo. Ed è lo stesso rapporto che spiega le ragioni per cui la vendita di auto elettriche, nonostante le buone intenzioni, non sia ancora decollata.

Auto elettrica: gli italiani dicono sì ma il mercato non decolla. Perché?

Un terzo degli italiani non avrebbe dunque alcun timore a switchare da un'auto alimentata con diesel e benzina a una parzialmente o totalmente elettrica. Ma tra il dire e il fare c'è ancora molto mare. Le ragioni di questa timidezza nell'approccio sono essenzialmente due. Secondo l'Osservatorio mensile di Findomestic, società di credito al consumo del Gruppo Bnp Paribas, che ha realizzato la ricerca in collaborazione con il noto istituto Doxa, le case sono

  1. i costi elevati per il 31% del campione intervistato;
  2. e le carenze infrastrutturali per il 48%.

Nel primo caso è innegabile come l'impegno medio di spesa richiesto agli acquirenti sia superiore rispetto alle auto a diesel o benzina. Si tratta di un costo che viene ammortizzato nel tempo per via delle minori spese di gestione richieste. Per quanto riguarda le carenze infrastrutturali, il riferimento va all'assenza di un numero adeguato di stazioni per la ricarica della batteria. Tuttavia è innegabile che la loro diffusione viaggi di pari passo con quella della circolazione delle auto elettriche, che sono premessa e conseguenza. Nel report non viene citata come un problema o un ostacolo, ma i tempi di ricarica piuttosto lunghi associati a un'autonomia migliorabile, non possono che rappresentare un motivo in più che frena gli automobilisti ad acquistare un mezzo elettrico o comunque ibrido.

L'importanza degli incentivi

Almeno in questa fase iniziale è poi innegabile come una spinta governativa all'acquisto di un'auto elettrica non potrebbe che giovare al settore. Non è un caso che nella rilevazione dell'Osservatorio viene fuori come gli aiuti sull'acquisto delle auto elettriche, agevolazioni economiche sull'assicurazione auto, sui pedaggi autostradali, sui parcheggi a pagamento e la cancellazione del bollo auto. Si tratta di provvedimenti facilmente applicabile, come dimostrato non solo da quanto accade in altri Paesi europei, ma anche nello stesso territorio nazionali nelle province del Trentino Alto Adige. Quello che occorre è naturalmente la reale volontà a puntare sul settore dei veicoli elettrici, ritenuto dagli italiani il mezzo più ecologico sul mercato per effettuare grandi spostamenti, da affiancare alle auto tradizionali.


Altri dati interessanti della ricerca effettuata dall'Osservatorio mensile di Findomestic riguarda la fotografia attuale: il 41% guida adesso un'auto a benzina, l'8% è disposto a comprare una nuova vettura alimentata a carburante senza piombo e per il diesel si profila una riduzione. Secondo le previsioni passeranno dall'attuale 44% al 24%. Comunque la si metta tra prospettive e confronti senza sosta sull'auto elettrica, resta l'evidenza che gli italiani non rinunciano all'auto per muoversi per piccoli e grandi spostamenti. Ma non solo per un vezzo o per non rinunciare al piacere della guida perché tre automobilisti su quattro sarebbero disposti a lasciarla in garage se ci fosse un sistema di trasporto pubblico efficiente, se la mobilità condivisa fosse più comoda e funzionale e perfino se muoversi in bicicletta non fosse pericoloso.





di Luigi Mannini pubblicato il


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