Ricorso multa: come e quando contestare una multa

La decisione deve essere presa in poco tempo visto che il termine per presentare ricorso è di sessanta giorni dalla consegna del verbale. Qui proveremo a fornire qualche informazione utile in materia

Cos’è il ricorso per una multa?

La multa è una sanzione amministrativa pecuniaria elevata in caso di violazione delle regole prescritte dal Codice della Strada. Qualora si ritenga di essere vittima di una sanzione ingiusta, la strada da percorrere è quella di presentare ricorso.

Subire una contravvenzione è piuttosto normale, anche se spiacevole, soprattutto per quelli che percorrono molti chilometri in auto. La strada può essere paragonata a una giungla vista la presenza di una serie infinita di ostacoli: limiti di velocità, divieti di sosta, strisce blu, zone a traffico limitato, sensi unici, lavaggio strade rappresentano facili tranelli per cadere nel baratro delle contravvenzioni.

Un destino che non è scritto in tutte le occasioni perché esistono dei casi nei quali è possibile impugnare il verbale di accertamento, e presentare il ricorso contro la multa. La decisione però deve essere presa in poco tempo visto che il termine per presentare il ricorso è di sessanta giorni dalla consegna del verbale. Qui proveremo a fornire qualche informazione utile per conoscere come e quando è possibile contestare una multa.

Come contestare una multa

Chi non è a conoscenza di come si può contestare una multa può iniziare a sapere che esistono tre modalità più comuni per fare questa operazione: il ricorso di autotutela, il ricorso al prefetto ed il ricorso al giudice di pace. È consigliabile chiedere aiuto legale ad un avvocato civilista per presentare il ricorso di autotutela nelle modalità previste dalle legge all’ufficio competente, per evitare perdite di tempo ed altre lungaggini burocratiche. Il ricorso al Prefetto va presentato entro sessanta giorni dalla notifica o dalla contestazione della multa, e per farlo ci sono due possibilità.

O inviarlo all’ufficio o al comando di Polizia a cui appartiene, anche a mezzo raccomandata oppure scegliere inviare tutto al prefetto attraverso una raccomandata con ricevuta di ritorno. Il prefetto invierà il ricorso all’ufficio che ha sanzionato la multa, e lo stesso ufficio avrà il compito di inviare a sua volta al prefetto tutti i documenti tecnici utili per l’istruttoria, in modo da poter decidere se accettare oppure se respingere il ricorso. Una volta ricevuti gli atti ed i documenti presentati, il prefetto ha il compito di valutarli attentamente, ascoltando gli interessati che hanno presentato il ricorso.

Solo a questo punto può decidere come agire. Se riterrà la multa equa, allora la motiverà con un’ordinanza la quale obbligherà il cittadino a pagare. Al contrario nel giro di centoventi giorni emetterà un’ordinanza di archiviazione dei fatti. Se entro il tempo prestabilito il prefetto non adotterà nessuna ordinanza, allora il ricorso può ritenersi accolto. Contro l’ingiunzione di pagamento emanata dal prefetto, il cittadino può ancora presentare ricorso al giudice di pace entro trenta giorni dalla notifica.

Anche in questi casi la cosa migliore è rivolgersi ad un avvocato pratico in materia, che sappia spiegare per filo e per segno come muoversi, quali documenti presentare ed i tempi entro cui bisogna agire.

Quando fare ricorso per contestare multa

Quando fare ricorso per contestare la multa è invece un aspetto che non può essere incanalato in un rigido protocollo. Se si ritiene infatti di avere motivi giusti per procedere con la contestare il verbale, entro sessanta giorni dalla sua consegna si può proporre ricorso al Prefetto. In alternativa si può ricorrere al Giudice di Pace competenti per territorio, cioè quelli del luogo dove è stata commessa l’infrazione.

Qualora si lascino scadere i sessanta giorni senza pagare né proporre ricorso, l’ente creditore potrà dare il via all’iter della riscossione: iscrizione a ruolo, notifica della cartella di pagamento tramite Equitalia.



Autore: Luigi Mannini
pubblicato il