Maternità: tutto quello che c’è da sapere sul congedo

Il congedo di maternità sancisce il diritto di godere di un periodo di astensione dal lavoro durante la gravidanza e per i primi mesi dopo il parto. L'indennità economica sostituisce la retribuzione

Cosa c’è da sapere sul congedo di maternità?

Per congedo di maternità si intende l’astensione obbligatoria dal lavoro della lavoratrice per un periodo di cinque mesi che precede e segue il parto. In questo lasso di tempo il datore di lavoro non può usufruire del lavoro delle donne che ne hanno diritto.

Il congedo di maternità rappresenta certamente uno dei diritti più importanti per le donne che hanno messo al mondo un figlio. Si tratta di un vero e proprio provvedimento di civiltà, valido anche per i casi di adozione o affidamento, che sancisce il diritto a godere di un periodo di astensione dal lavoro per la lavoratrice durante la gravidanza e i primi mesi dopo la nascita del neonato. In questo lasso di tempo la lavoratrice riceve un’indennità economica che sostituisce la retribuzione. Quando sussistono condizioni che impediscono di beneficiare di questo diritto alla madre, sarà il padre a goderne. Normale che le donne che rientrano in questa casistica siano alla ricerca di tutto quello che c’è da sapere sul congedo.

Congedo maternità che cosa è

È giusto iniziare da quelle basilari e quindi spiegare che cosa è il congedo di maternità. Si tratta del periodo che coincide con gli ultimi mesi di gravidanza e i primi dopo la nascita del bebè, nel quale la lavoratrice può assentarsi dalla propria attività. La durata complessiva del congedo di maternità è pari a cinque mesi e può essere fruita:

  1. quando il parto avviene dopo questa data, nel periodo che intercorre tra la data programmata per il parto quella effettiva;
  2. nei tre mesi dopo il parto;
  3. un mese prima del parto;
  4. nei due mesi precedenti la data programmata della nascita;
  5. nei quattro mesi successivi.

La madre ha diritto di chiedere la sospensione del congedo di maternità fino alla data di dimissioni del bambino nel caso in cui questi sia ricoverato in una struttura pubblica o privata. La legge prevede un caso in cui la durata complessiva del congedo di maternità può superare i cinque mesi, e cioè il caso in cui il parto, fortemente prematuro, avvenga prima dei due mesi antecedenti la data presunta del parto. La madre potrà avvalersi del congedo per un periodo che va oltre i cinque mesi in caso di parto prematuro di almeno due mesi dalla scadenza naturale della gravidanza. Sarà quindi possibile prorogare il congedo a:

  1. tutti i giorni intercorrenti tra la data effettiva del parto e la data di inizio del congedo;
  2. i cinque mesi previsti per le gravidanze con decorso normale.

Chi può chiedere il congedo di maternità

Molto ampia anche la platea di chi può chiedere il congedo di maternità. Un diritto valido infatti per le lavoratrici dipendenti, comprese quelle di amministrazioni pubbliche, di privati datori di lavoro, le lavoratrici parasubordinate nonché quelle con contratto di apprendistato e le socie lavoratrici di società cooperative.

Il trattamento economico e previdenziale

Il congedo di maternità:

  1. va computato nell’anzianità di servizio a tutti gli effetti (compresi quelli relativi alla tredicesima mensilità, alle ferie ecc.);
  2. va considerato come periodo lavorativo ai fini della progressione di carriera;
  3. dà diritto ad un’indennità pari all’80% della retribuzione per tutta la durata del congedo (N.B.: la contrattazione collettiva può prevedere un’indennità più favorevole alla lavoratrice; ad es., nel settore pubblico, questa indennità è pari al 100% della retribuzione).

Ai fini della pensione, il periodo di congedo viene conteggiato per intero con l’accredito dei contributi figurativi. Non è richiesta nessuna anzianità contributiva pregressa.

Bonus Mamme domani 2017

Il bonus mamme domani 2017, è un nuovo bonus di ottocento euro da erogare una tantum alla futura mamma, al fine di aiutarla a coprire le spese di esami e diagnostica e le spese per il bambino, subito dopo la nascita. Si tratta di un premio alla nascita introdotto a partire dal primo gennaio di quest’anno e prevede l’erogazione di un assegno da ottocento euro in un’unica soluzione, alla futura mamma, indipendentemente dal reddito. In attesa del decreto attuativo dell’Inps atteso entro la fine di febbraio dovrebbero ricevere l’assegno da 800€ anche le donne che hanno partorito ma che all’inizio dell’anno erano almeno al settimo mese di gravidanza.

Bonus Bebè 2017 per chi

Per richiedere il bonus da ottanta euro mensili, per un totale di novecentosessanta euro all’anno o di millenovecentoventi totali se il reddito annuo non supera i settemila euro, basta presentare l’apposita domanda all’Inps rispettando le scadenze previste dal provvedimento. Il modulo, può essere presentato da mamme naturali, adottive o affidatarie:

  1. cittadine Italiane;
  2. cittadine di uno stato membro dell’Unione Europea;
  3. cittadine Extracomunitarie munite di regolare permesso di soggiorno o carta di soggiorno.

Per le neo mamme, possibilità anche di richiedere l’assegno di maternità Stato e Comune, sempre se possiedono i requisiti per beneficiare del contributo, ovvero, assegno a carico dello Stato per madri naturali e adottive, per padri anche adottivi lavoratori anche precari mentre quello erogato dal Comune e pagato dall’Inps per le neomamme disoccupate.



Autore: Luigi Mannini
pubblicato il