La produzione di energie rinnovabili in Italia

Il consumo di energia in Italia proviene ancora da prodotti petroliferi e gas. Ma dal 2010 consuma però più energia da fonti rinnovabili rispetto a quanto previsto dal Piano d’Azione Nazionale (PAN)

Che cos’è l’energia rinnovabile?

Con il termine energie rinnovabili si intendono forme di energia che si rigenerano in tempi brevi se confrontati con i tempi caratteristici della storia umana. Le fonti di tali forme di energia sono dette risorse energetiche rinnovabili.

La portata di una rivoluzione si vede proprio nel momento in cui si inizia a non parlare più di rivoluzione quando ci si riferisce a quel determinato argomento. Per quel che riguarda la produzione di energie rinnovabili in Italia rientra a pieno titolo in questo discorso. Non chiamatela più rivoluzione: la produzione di energia da fonte rinnovabile è ormai una realtà. Una realtà che parte dal basso attraverso le scelte della vita quotidiana come, ad esempio, quella di installare piccoli impianti allacciati alla rete.

La produzione di energie rinnovabili in Italia

Guardando alla produzione di energie rinnovabili in Italia, i piccoli impianti autonomi contribuiscono al ventidue per cento del totale nazionale. Le fonti rinnovabili coprono il 78,9% dell'elettricità autoprodotta, di cui un terzo di origine fotovoltaica. Del resto, il successo delle rinnovabili fai da te poggia le sue basi proprio sull’energia solare. Il successo dei piccoli impianti si spiega anche con il fatto che solo una parte dell'elettricità che viene prodotta è destinata all'autoconsumo: l’ottantotto per cento della produzione viene immessa in rete.

Il piccolo produttore si ripaga dell'investimento sostenuto per la realizzazione dell'impianto. Una percentuale che sale ancora di più se si prendono in considerazione le varie fonti: per gli impianti alimentati da fonti rinnovabili la percentuale di energia che viene autoconsumata è quasi del dieci per cento, mentre per le fonti non rinnovabili è del 71,2%. Il 2020 si avvicina e con esso le scadenze del primo pacchetto per il clima e l’energia dei Paesi dell’Unione Europea.

Per effetto della crisi economica, ma anche grazie alle politiche sull’efficienza energetica, l’evoluzione dei consumi finali lordi di energia nel Belpaese è stata inferiore alle previsioni nel decennio che passa dal 2005 al 2015. Questo ha concesso al nostro paese di stabilire obiettivi sulla percentuale di consumo di energia da fonte rinnovabile. Alcuni dati pubblicati dall’Eurostat sul a, i quali contano per circa il trentasette per cento e il trentacinque per cento. Dal 2010 l’Italia consuma però più energia da fonti rinnovabili rispetto a quanto previsto dal Piano d’Azione Nazionale (PAN). Negli anni che vanno dal 2004 al 2013 la produzione di energia da fonte rinnovabili è infatti triplicata.

Includendo un mix di energia idroelettrica, eolica, solare, geotermica e prodotta da bioenergie, l’obiettivo del diciassette per cento di consumi da fonti rinnovabili stabilito dal PAN è stato raggiunto. Lombardia, Piemonte e Puglia sono le regioni che al 2015 hanno fatto meglio riguardo impianti di energia alternativa realizzati. Per raggiungere questi obiettivi, l’Italia ha introdotto negli anni un sistema complesso di incentivi per la produzione di energia rinnovabile. Poiché molti di questi sono terminati nel 2014, nuovi decreti ministeriali hanno mantenuto le feed-in tariffs e i premi per le fonti diverse dal fotovoltaico. Gli incentivi dal 2015 si concentrano sugli impianti più piccoli o iniziative ancora non operative che avevano ricevuto sovvenzioni secondo i precedenti schemi. L’Italia risulta tra i leader nella produzione di pompe di calore e per la produzione di energia da impianti geotermici grazie al proprio potenziale nazionale.

Il settore idroelettrico occupa ancora una posizione di rilievo, mentre stupisce l’aumento rapido della produzione delle bioenergie. Nel rapporto “Energia da fonti rinnovabili 2015″ è evidente come le bioenergie rappresentino circa il cinquanta per cento dei consumi finali lordi da fonti rinnovabili e con un tasso di crescita ancora piuttosto elevato tra il 2014 e il 2015. Visto il precoce raggiungimento degli obiettivi, con il 17.5% di consumo di energia da fonti rinnovabili già nel 2015, le ambizioni della strategia energetica italiana del 2030 sono state rialzate. L’Italia punta ora al raggiungimento del diciannove-venti per cento di consumi da fonti rinnovabili entro il 2030, un obiettivo che tiene in conto la ripresa dei consumi energetici dopo la crisi economica. La strategia verso il 2020 include la volontà dell’Italia di ridurre il differenziale di costo dell’energia, di continuare il processo lotta al carbone e di migliorare la sicurezza energetica del Paese.

Non è necessario pensare a generosi incentivi per far crescere il contributo delle rinnovabili, che sono peraltro in continua evoluzione. Servono importanti semplificazioni. Tutti dobbiamo cambiare, ma è oggi più chiaro di ieri che c’è un percorso che può tenere assieme la sostenibilità nella produzione di energia, il rispetto degli impegni contro i mutamenti climatici, con la certezza delle forniture e costi contenuti.



Autore: Luigi Mannini
pubblicato il