Ius soli vs Ius sanguinis: significato e differenze

Ius soli e ius sanguinis si riferiscono alla modalità con cui si può ottenere la cittadinanza di uno stato. Ius soli significa diritto della terra. Ius sanguinis significa invece diritto del sangue

Cosa sono lo ius soli e lo ius sanguinis?

Il principio dello ius soli prevede che la cittadinanza sia acquisita non perché trasmessa da genitore al figlio (ius sanguinis), ma per il solo fatto di essere nati sul territorio dello stato in cui si costruirà la propria esistenza.

Ius soli vs ius sanguinis significato

Ius soli e ius sanguinis sono espressioni evidentemente mutuate dal latino. Ecco perché forse non risulta facile a tutti comprenderne il significato. Entrambe si riferiscono alla modalità con cui si può ottenere la cittadinanza di uno stato. Ius soli significa diritto della terra e in sostanza indica che chi nasce all’interno dei limiti territoriali di una Nazione acquisisce la cittadinanza di quella nazione. Ius sanguinis significa invece diritto del sangue, cioè si considera cittadino di un determinato Paese solo un bambino che sia figlio di genitori a loro volta con diritto di cittadinanza.

Oggi, secondo il diritto dello ius sanguinis possono essere considerati italiani quelli che sono nati da almeno un genitore italiano, i nati da persone sconosciute o gli apolidi che sono nati nel territorio italiano. Inoltre sono italiani i discendenti di italiani che riescono a dimostrare, tramite gli atti di stato civile, la propria appartenenza al nucleo familiare italiano evidenziando i rapporti di parentela fino al progenitore. I nati in Italia da genitori non italiani, che hanno vissuto in Italia senza pause fino al compimento della maggiore ininterrottamente fino al compimento della maggiore età possono, possono acquisire la cittadinanza italiano a un anno dal compimento della maggiore età.

Differenze tra ius soli e ius sanguinis

Vediamo adesso quali sono le differenze tra ius soli e ius sanguinis. In Italia vige lo ius sanguinis mentre lo ius soli può essere applicato solo in casi particolari. La cittadinanza italiana si può in seguito ottenere per via matrimoniale, o per adozione, ma solo se si è in possesso di determinati requisiti. La speranza è riposta nel disegno di legge sulla cittadinanza approvato alla Camera nell’ottobre 2015 che deve avere il via libera dal Senato. La cittadinanza italiana, ad oggi, si ottiene:

  1. automaticamente, secondo lo ius sanguinis;
  2. su domanda, per aver prestato il servizio militare di leva o servizio civile;
  3. su domanda, per essere residenti ininterrottamente in Italia per dieci anni. Se si nasce in Italia da genitori stranieri e si risiede ininterrottamente fino ai diciotto anni, bisogna fare domanda entro i diciannove anni;
  4. per naturalizzazione, dopo dieci anni di residenza legale in Italia, a condizione di assenza di precedenti penali e di presenza di adeguate risorse economiche;
  5. per matrimonio con un cittadino italiano;
  6. su domanda, per essere nati in territori già italiani.

Il diritto ad essere italiano è automatico per ius sanguinis, molto difficile invece per gli altri casi. La legge italiana appare conservatrice e restrittiva rispetto ai più importanti Paesi occidentali. Esempi ne sono la Francia e gli Stati Uniti, nazioni storicamente meta di immigrazione e con una forte identità nazionale. Discorso diverso per l’America meridionale, dove lo ius soli trova una giustificazione nella necessità di creare velocemente un’identità nazionale, dopo la fine del colonialismo. I paesi che ammettono un principio “moderato”, come la Germania e Gran Bretagna, beneficiano nel primo caso di una sicura cultura di assimilazione socio-economica, nel secondo di una tradizione liberale risalente al principio no taxation without representation.



Autore: Luigi Mannini
pubblicato il