Imponibile previdenziale CU (ex CUD): cos’è e come si calcola

Un documento che serve ai dipendenti, autonomi e pensionati per certificare i redditi ai fini della dichiarazione dei redditi. Cercheremo qui di capire di cosa stiamo parlando e come si calcola

Cos’è l’imponibile previdenziale CU?

L’imponibile previdenziale Certificazione Unica CU (ex CUD) è stato introdotto nel sistema fiscale italiano nel 2015, per sostituire il vecchio modello CUD per i lavoratori dipendenti e assimilati e della vecchia certificazione dei compensi per autonomi.
 

Il modello di imponibile previdenziale CU (ex CUD) che i sostituti di imposta, datori di lavoro, enti pensionistici e committenti di lavoro autonomo devono consegnare al lavoratore, pensionato o autonomo per la certificazione dei redditi percepiti nel corso del 2016 ha subito qualche variazione che ha riguardato anche la denominazione che da CUD si è modificata in Certificazione Unica, ovvero CU. Un documento che serve ai dipendenti, autonomi e pensionati per certificare i redditi ai fini della dichiarazione dei redditi. Cerchiamo di capire cos’è e come si calcola l’importo finale.

Imponibile previdenziale CU (ex CUD) cos’è

Per prima cosa proviamo a capire qualcosa in più sul modello imponibile previdenziale CU (ex CUD). Cos’è? È un documento ufficiale che attesta i redditi percepiti nel 2016 dal lavoratore dipendente, pensionato o dal lavoratore autonomo o assimilato. A partire dal 2015, il vecchio modello CUD è stato sostituito dalla nuova certificazione unica 2017 e dal relativo modello CU 2017. Nella nuova CU, sono contenuti i seguenti redditi:

Come funziona l’imponibile previdenziale CU (ex CUD)

Come funziona allora l’imponibile previdenzale CU (ex CUD)? Ogni anno, entro il mese di gennaio, l’Agenzia delle Entrate provvede ad approvare il nuovo modello CU sintetico ed il nuovo modello CU ordinario per la certificazione Unica che poi i sostituti di imposta devono utilizzare per certificare i redditi dei dipendenti, pensionati o lavoratori autonomi.

Sono comprese in questo computo anche le ritenute operate alla fonte, i dati fiscali, i dati previdenziali completi dei contributi previdenziali e assistenziali Inps o versati alla Gestione Dipendenti Pubblici e i premi assicurativi dell’Inail, le somme pagate dalle imprese per i lavori socialmente utili con la quota esente distinta tra base imponibile e ritenute Irpef effettuate, l’indicazione delle addizionali regionali Irpef, l’incremento della produttività del lavoro.

Svolte queste operazioni e redatto il CUD, ossia, la certificazione unica, il sostituto di imposta ha il dovere di trasmettere la documentazione all’Agenzia delle Entrate per via telematica. La consegna del modello CUD 2017 al lavoratore, pensionato o autonomo, doveva avvenire, nel 2017, entro il trentuno marzo o entro dodici giorni dalla richiesta del dipendente in caso di cessazione del rapporto di lavoro.

Imponibile previdenziale CU come si calcola

L’imponibile previdenziale CU contiene, tra le altre novità, due nuove sezioni che il sostituto d’imposta dovrà compilare per il calcolo del reddito da lavoro dipendente dei lavoratori assunti con contratto di lavoro subordinato. Ecco perché è importante conoscere anche come si calcola per evitare errori. Sulla base delle novità introdotte e delle istruzioni pubblicate dall’Agenzia delle Entrate, ecco le sezioni che sono state inserite dopo le novità introdotte a questo riguardo.

Somme erogate per premi di risultato: sulla base di quanto previsto dalla Legge di Stabilità 2016 alle somme aggiuntive in favore di dipendenti che hanno conseguito particolari risultati legati all’incremento della produttività. Nel 2016 i redditi da premio di risultato hanno usufruito dell’imposta sostitutiva Irpef del dieci per cento. L’agevolazione ha riguardato i titolari di reddito da lavoro dipendente dei lavoratori del settore privato, percettori di reddito complessivo non superiore ai cinquanta mila euro. Per il 2017, la Legge di Bilancio ha previsto nuove soglie per i premi di produttività e potranno essere agevolati con l’aliquota sostitutiva una platea più ampia di lavoratori.



Autore: Luigi Mannini
pubblicato il