Cos'è l'affitto a canone concordato e come funziona

Il canone di affitto concordato si presenta sul mercato con un prezzo calmierato: non può superare un tetto massimo stabilito da accordi tra le organizzazioni dei proprietari e quelle degli inquilini

Che cos'è l'affitto a canone concordato?

Il contratto di affitto a canone concordato è caratterizzato da un canone calmierato. Il canone non può superare un tetto massimo stabilito da accordi territoriali tra le principali organizzazioni dei proprietari e degli inquilini.

Fino al 2016 il contratto d’affitto a canone concordato era praticabile solo in alcuni casi particolari: in pratica valeva solo per i comuni più grandi. Poi, grazie alle novità introdotte dal Governo con la Legge di Stabilità questa particolare tipologia di contratto è utilizzabile anche nel resto dei comuni, anche quelli più piccoli. Questo può essere possibile però solo se in precedenza sia stato sottoscritto l’apposito accordo con gli altri enti territoriali, le associazioni di categoria degli inquilini e quelle dei proprietari. Vediamo quindi cos’è nello specifico l’affitto a canone concordato e come funziona

Affitto a canone concordato cos’è

Il contratto di affitto a canone concordato, come si può evincere già dalla definizione è un canone che si differenzia da quello libero per un semplice motivo. Ecco cos’è l’affitto a canone concordato. In pratica è un canone che vanta rispetto agli altri tipi di contratto la possibilità di scegliere una cifra che è più conveniente rispetto ai prezzi di mercato: certo la cifra non può essere scelta a casaccio, ma deve rispettare gli accordi che sono stati stipulati dalle rispettive associazione di categoria tra proprietari ed affittuari. Il contratto di affitto a canone concordato, come è facile immaginare, vale per prendere in affitto un’abitazione. I campi di applicazione in cui solitamente rappresenta una vera e propria panacea è quando gli affittuari sono studenti universitari. Per la durata ecco una breve sintesi delle diverse possibilità:

Il contratto di affitto a canone concordato è spesso preferito, quando le due parti trovano un accordo, proprio per la possibilità di usufruire di diversi vantaggi di natura fiscale. In pratica sia proprietari che affittuari possono trovare delle condizioni vantaggiose usufruendo delle agevolazioni fiscali previste per questa particolare tipologia di contratto. Validi sia per chi vuole affittare l’appartamento in questione sia per i proprietari del bene immobile in questione.

Come funziona il contratto di affitto a canone concordato

E vediamo adesso come funziona il contratto di affitto a canone concordato. La volontà che c’è dietro questo provvedimento è di armonizzare in qualche modo le esigenze delle due parti grazie alla possibilità di individuare una cifra, valida per onorare il contratto di affitto, che può soddisfare sia la legittima aspirazione a guadagnare del proprietario dell’immobile in questione e sia le possibilità economiche di chi vuole affittare il bene. Questo ha come conseguenza la possibilità, per l’inquilino, di usufruire del prezzo migliore, sicuramente più competitivo rispetto a quello previsto dal mercato.

Ma i vantaggi ci sono anche per chi affitta il proprio bene immobile, perché anche egli può usufruire di alcune agevolazioni fiscali pensate appositamente per rendere appetibile anche questa particolare tipologia di contratto, ad esempio l’applicazione della cedolare secca al dieci per cento per chi affitta il suo bene. Anche l’imposta di registro non deve essere versato.

Durata contratto affitto a canone concordato

Per quanto riguarda la durata del contratto di affitto a canone concordato, si parte da un mese per arrivare fino a un massimo di cinque anni. Nel dettaglio potranno rientrare nella categoria accordi triennali con possibilità di rinnovo per un biennio, ma anche contratti per studenti, categoria che comprende i dottorandi e coloro che stanno partecipando a un master che vanno dai sei ai trentasei mesi e contratti transitori. Sono inclusi quelli però a scopo turistico ai quali verrà applicata la tassazione al ventuno per cento.

Per beneficiare delle agevolazioni, il proprietario dell’immobile dovrà indicare nel contratto l’applicazione delle tariffe agevolate e l’adesione alla cedolare secca “leggera”. Inoltre dovrà registrare il contratto all’Agenzia delle entrate e infine darne comunicazione all’amministratore di condominio fornendo tutti i riferimenti della registrazione. Solo così potranno evitare spiacevoli contenziosi in campo fiscale. Infine in alcuni centri, i Comuni hanno ritenuto importante sostenere questa tipologia di contratti inserendo contemporaneamente altri tipi di incentivi. Un caso esemplificativo può essere rintracciato nel comune di Bologna dove i proprietari di appartamenti locati con canone concordato hanno anche diritto ad agevolazioni sul fronte Imu.



Autore: Luigi Mannini
pubblicato il