Cos'è l'affitto a canone concordato e come funziona

Il canone di affitto concordato si presenta sul mercato con un prezzo calmierato: non può superare un tetto massimo stabilito da accordi tra le organizzazioni dei proprietari e quelle degli inquilini

Che cos'è l'affitto a canone concordato?

Il contratto di affitto a canone concordato è caratterizzato da un canone calmierato. Questa tipologia di contratto di affitto concordato il canone non può superare un tetto massimo stabilito da accordi territoriali tra le principali organizzazioni dei proprietari e degli inquilini.

Fino al 2016 il contratto d’affitto a canone concordato poteva essere stipulato solo nei comuni delle undici aree metropolitane, nei comuni capoluogo di provincia e nei comuni ad alta densità abitativa. Poi, grazie alle novità introdotte dal Governo con la Legge di Stabilità la possibilità di stipulare il contratto è stata offerta a tutti i comuni, purché siano stati firmati o aggiornati gli accordi territoriali tra gli stessi Enti, le associazioni di inquilini e le associazioni dei proprietari. Vediamo quindi cos’è nello specifico l’affitto a canone concordato e come f.unziona

Affitto a canone concordato cos’è

Il contratto di affitto a canone concordato, come si può evincere già dalla definizione è un canone che si differenzia da quello libero per un semplice motivo. Ecco cos’è l’affitto a canone concordato. In pratica è un canone che si presenta sul mercato con un prezzo calmierato: non può superare un tetto massimo stabilito da accordi territoriali tra le principali organizzazioni dei proprietari e degli inquilini.

Riguarda i contratti a uso abitativo, ma può essere anche a uso transitorio o per gli studenti universitari. Riguarda le abitazioni di proprietà dei privati concesse in locazione a privati, studenti e cooperative o enti senza scopi di lucro. Per la durata:

Grazie a questa particolare tipologia di contratti il canone concordato locatari e locatori usufruiscono di grossi vantaggi. I primi sborsano una cifra inferiore a quella di mercato e usufruiscono di detrazioni fiscali ai fini Irpef nel caso in cui l’immobile diventi residenza principale. I secondi, invece beneficiano di agevolazioni fiscali utilizzando la cedolare secca al dieci per cento anziché quella al ventuno prevista per i canoni liberi.

Come funziona il contratto di affitto a canone concordato

E vediamo adesso come funziona il contratto di affitto a canone concordato. La volontà che c’è dietro questo provvedimento è di venire incontro alle esigenze dei proprietari e degli inquilini stabilendo degli importi standard per gli affitti, differenziati in base alla tipologia dell’immobile e al luogo in cui esso è ubicato. Il Comune e le associazioni più rappresentative a livello locale dei proprietari e degli inquilini stabiliscono insieme le modalità di valutazione degli immobili definendo un range di canone per ogni tipologia individuata.

In generale il vantaggio del canone cordato, per gli inquilini, è di ottenere un prezzo di affitto più basso di quelli di mercato, calcolati nella fascia compresa tra i minimi e i massimi individuati, ma anche il locatore che opti per il canone concordato può avere accesso ad alcuni sgravi fiscali dedicati a questa tipologia di contratto di locazione, ad esempio l’applicazione della cedolare secca al dieci per cento, per il locatore e il non dover pagare l’imposta di registro per un ammontare pari all’1,4% del canone, rispetto al due per cento del canone previsto nel caso di un contratto di affitto a canone libero.

Nel caso in cui non si opti per la cedolare secca, comunque c’è uno sconto sull’imponibile Irpef, con aliquota al 66,5%, anziché l’85% ordinario. Alcuni Comuni prevedono uno sconto sull’aliquota Imu, o maggiori detrazioni. La durata del contratto di affitto a canone concordato è di tre anni più due, con rinnovo automatico.

Durata contratto affitto a canone concordato

Per quanto riguarda la durata del contratto di affitto a canone concordato, si parte da un mese per arrivare fino a un massimo di cinque anni. Nel dettaglio potranno rientrare nella categoria accordi triennali con possibilità di rinnovo per un biennio, ma anche contratti per studenti, categoria che comprende i dottorandi e coloro che stanno partecipando a un master che vanno dai sei ai trentasei mesi e contratti transitori.

Sono inclusi quelli però a scopo turistico ai quali verrà applicata la tassazione al ventuno per cento. Per beneficiare delle agevolazioni, il proprietario dell’immobile dovrà indicare nel contratto l’applicazione delle tariffe agevolate e l’adesione alla cedolare secca “leggera”. Inoltre dovrà registrare il contratto all’Agenzia delle entrate e infine darne comunicazione all’amministratore di condominio fornendo tutti i riferimenti della registrazione.

Solo così potranno evitare spiacevoli contenziosi in campo fiscale. Infine in alcuni centri, i Comuni hanno ritenuto importante sostenere questa tipologia di contratti inserendo contemporaneamente altri tipi di incentivi. Un caso esemplificativo può essere rintracciato nel comune di Bologna dove i proprietari di appartamenti locati con canone concordato hanno anche diritto ad agevolazioni sul fronte Imu.



Autore: Luigi Mannini
pubblicato il