Cos’è e come funziona la cessione del quinto

La richiesta può essere fatta per le diverse esigenze. Magari per consolidare una precedente situazione debitoria oppure per aiutare un figlio che vuole acquistare una casa o per realizzare un sogno

Che cos’è la cessione del quinto?

Quando matura la necessità di richiedere un prestito, i dipendenti a tempo indeterminato o i pensionati, possono usufruire della formula della cessione del quinto dello stipendio. Tale prestito si onora con una trattenuta sul proprio reddito da stipendio o da pensione, con rate che non superano un quinto dello stipendio, al netto delle ritenute.

Cessione del quinto: per chi è prevista

Una volta compreso cosa si intenda per cessione del quinto dello stipendio lo step successivo è quello di capire per chi è prevista. La richiesta può essere fatta per le più disparate esigenze. Magari per consolidare una precedente situazione debitoria oppure per aiutare un figlio per sopraggiunte necessità come per esempio quella di acquistare una casa. O semplicemente perché si desidera realizzare un proprio sogno da troppo tempo lasciato nel cassetto. Il prestito è previsto per lavoratori dipendenti statali oppure per quelli del comparto privato. Questi ultimi, però, dovranno aver in precedenza sottoscritto un contratto a tempo indeterminato.

Anche i lavoratori statali e para statali assunti da almeno tre mesi con busta paga, potranno usuruire della cessione del quinto così anche a chi è sottoposto a contratto a progetto o a termine, a patto che il prestito non duri più del periodo per cui il richiedente lavorerà. La cessione del quinto dello stipendio può essere richiesta anche da pensionati e i soggetti protestati. Questo prestito personale può avere una durata minima e massima. La prima corrisponde a due anni, mentre la seconda può arrivare anche a un periodo di dieci anni. Ovviamente, nel caso in cui il richiedente è un pensionato, la banca pretende determinate garanzie. In questi casi, infatti, la scadenza del prestito non può superare il novantesimo anno di età, anche se spesso le compagnie di assicurazione limitano il rischio assumendo prodotti con un massimo di ottantacinque anni.

Dal momento in cui si iniziano a raccogliere i documenti, fino alla liquidazione finale della pratica ci vuole almeno una settimana lavorativa, fino ad un limite di due o tre settimane nei casi più problematici. Uno dei documenti da produrre per ottenere il prestito è il certificato di stipendio, dove è specificata la retribuzione netta del dipendente. È possibile, tuttavia, chiedere un acconto fino al cinquanta per cento dell’importo richiesto, denominato prefinanziamento, da ottenere nel giro di una settimana.

Come funziona la cessione del quinto

Come funziona la cessione del quinto dello stipendio? La legge prevede che, al momento della sottoscrizione del contratto di cessione con la società finanziaria, si stipuli anche un’assicurazione sui rischi vita ed impiego. Nel secondo caso l’assicurazione ha diritto di rivalsa nei confronti del debitore, nei limiti del Tfr maturato: il trattamento di fine rapporto viene, infatti, accantonato dall’azienda in un apposito fondo e resta indisponibile per il debitore che accende il finanziamento; l’assicurazione quindi è a vantaggio della sola finanziaria, non del dipendente. Nel caso di rischio vita l’assicurazione interviene senza vantare diritto di rivalsa nei confronti degli eredi.

Cosa succederà nel momento in cui il prestito con cessione del quinto sarà stato accordato? Nel caso del lavoratore, ad essere coinvolta nel prestito non sarà solo la finanziaria, ma anche e soprattutto l’azienda, che si occuperà di versare ogni mese e trattenere un quinto della busta paga del dipendente. Il datore di lavoro non potrà rifiutarsi e, nel caso in cui il rapporto di lavoro termini, sarà sua cura trattenere il totale di quanto il lavoratore ha maturato nella sua azienda per versarlo alla banca ed estinguere in modo parziale o totale, il debito del suo dipendente alla banca.

Se si tratta invece del nostro pensionato, allora tale incombenza spetterà all’ente di previdenza presso cui è iscritto. Un altro aspetto da tenere ben presente è rappresentato dal fatto che anche i protestati e le persone che sono registrate come cattivi pagatori alle centrali rischi possono richiedere questa speciale formula di prestito. Per evitare ogni rischio d’insolvenza, però, il debitore non potrà revocare il contratto e ogni mese gli sarà detratta la cifra necessaria a estinguere il debito.

Cessione del quinto: garanzie richieste

La prima garanzia in possesso dell'istituto è, chiaramente, rappresentata dalla stessa busta paga da cui viene eseguito il prelievo rateale mensile. Ulteriori garanzie che possono essere richieste riguardano il tfr maturato dal contraente e la stipula di un'assicurazione sulla vita o sul rischio, la quale serve a proteggere la banca da eventuali licenziamenti, infortuni o decessi. Tale polizza è richiesta nel caso in cui la cifra erogata superi il valore del tfr dell'intestatario. I vantaggi della formula di finanziamento della cessione del quinto risiedono principalmente nella semplicità di gestione delle pratiche. Il debitore non è vincolato a effettuare alcuna operazione poiché il rimborso della somma dovuta avviene mediante un meccanismo automatizzato. È una formula che, avvalendosi di garanzie tangibili, ha di solito un'elevata possibilità di essere approvata dalla banca, la quale, a propria volta, affronta una soglia di rischio più bassa rispetto a quella riscontrabile in altre forme di credito.



Autore: Luigi Mannini
pubblicato il