Come leggere la busta paga? Spiegazione delle voci

Cos’è e chi percepisce la busta paga: spiegazioni e chiarimenti per conoscere tutte le voci in essere riportate per la retribuzione mensile

Cos’è la busta paga?

La busta paga è un documento che potremmo definire riepilogativo della retribuzione mensile che ogni lavoratore dipendente, a tempo determinato o indeterminato, percepisce e relative imposte cui è soggetto e che il datore di lavoro ha l’obbligo di consegnare mensilmente. La busta paga, in particolare, riporta:

  1. compensi percepiti;
  2. ritenute fiscali;
  3. contributi previdenziali versati.

Leggere e capire la busta paga non è sempre facile, ma è importante farlo per verificare che la retribuzione sia quella che effettivamente spetta in base al proprio contratto di lavoro, che il numero di ore di ferie e permessi maturati sia effettivamente quello da noi stessi calcolato e che siano corretti i versamenti dei contributi Inps da parte del datore di lavoro.

Busta paga: come si compone

La busta paga è composta fondamentalmente da quattro sezioni:

  1. la sezione relativa ai dati anagrafici del datore di lavoro e del lavoratore;
  2. la sezione numerica relativa alle somme percepite dal lavoratore;
  3. la sezione relativa alle somme trattenute ai fini fiscali e previdenziali al lavoratore;
  4. la sezione relativa al riepilogo del numero di ore lavorate e di assenza, permessi e ferie maturate.

Busta paga: spiegazione delle voci

La prima parte della busta paga riporta tutti i dati che riguardano il lavoratore e l’azienda, a partire dai dati anagrafici come:

  1. matricola del lavoratore;
  2. cognome e nome del lavoratore;
  3. codice fiscale del lavoratore;
  4. data di assunzione dell’impiegato;
  5. mese di retribuzione;
  6. sede di lavoro;
  7. contratto di lavoro;
  8. livello e qualifica dell’impiegato;
  9. elementi vari del trattamento salariale;
  10. ferie, festività e permessi retribuiti, tra quelli accumulati (cioè quelli che ci siamo portati dall'anno precedente), maturati (fino a quel momento, nell'anno) e goduti;
  11. modalità di pagamento della retribuzione al lavoratore;
  12. anagrafica ditta (ditta, ragione o denominazione sociale);
  13. posizione Inps dell’azienda;
  14. posizione Inail dell’azienda.

Sempre nella prima parte sono riportati i dati relativi al CCNL (contratto collettivo nazionale di lavoro) applicato e gli elementi relativi alla esclusiva retribuzione. Questi sono:

  1. paga base, o minimo tabellare, che è determinata dal contratto collettivo in base alla categoria, alla qualifica del lavoratore e agli scatti di anzianità, aumenti periodici della retribuzione in base ai contratti collettivi;
  2. la contingenza, indennità per compensare la perdita di potere d’acquisto delle retribuzioni;
  3. E.D.R, elemento distinto della retribuzione, somma mensile di 10,33 euro per tredici mensilità, fissa per tutti i lavoratori del settore privato senza distinzione di qualifica o di contratto collettivo applicato.

Nella seconda parte della busta paga, in quella centrale, è riportata la retribuzione effettiva che spetta al dipendente, composta da diverse voci che sono:

  1. ore ordinarie;
  2. ore straordinarie;
  3. premi e indennità;
  4. retribuzione indiretta, cioè i giorni di ferie goduti, i permessi, le festività, la malattia, l’infortunio, la maternità etc.

Procedendo ancor più verso il basso troviamo:

  1. le competenze per il lavoro svolto;
  2. l'assegno per il nucleo familiare;
  3. il compenso per le festività eventualmente lavorate che aumentano lo stipendio diminuito dalle trattenute dalla paga lorda;
  4. accantonamenti ai fondi Tfr;
  5. reddito netto.

L’ultima parte della busta paga riporta invece elementi fiscali come:

  1. trattenute fiscali, Irpef calcolata in base al reddito del dipendente e da cui vengono sottratte le detrazioni: da lavoro dipendente, per il coniuge ed i figli minori a carico.;
  2. contributi previdenziali versati dal datore di lavoro all’Inps e all’Inail per garantire al dipendente la pensione di vecchiaia e di invalidità e trattamenti economici in caso di malattia e di maternità, e assicurazione in caso di disoccupazione, mobilità, assegni familiari;
  3. trattamento di fine rapporto, Tfr, pari ogni anno all’importo della retribuzione annua diviso 13,5.



Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il