Biodiversità: cos'è e perché è importante

Un patrimonio che rischia di essere compromesso per sempre, con tutto quello che ne consegue per la vita e la salute non solo dell’uomo ma di tutte le forme viventi e dello stesso pianeta Terra

Cos’è la biodiversità?

La biodiversità è la varietà degli esseri viventi che popolano la Terra, e si misura a livello di geni, di specie, di popolazioni e di ecosistemi. Una varietà incredibile di organismi, esseri piccolissimi, piante, animali ed ecosistemi legati l’uno all’altro, tutti indispensabili

Biodiversità cos’è

La biodiversità è un aspetto fondamentale per il benessere delle specie animali e vegetali. Dello stesso pianeta Terra per intenderci. Se qualcuno si chiedesse cos’è e perché è così importante la risposta sarebbe senza ombra di dubbio che la biodiversità rappresenta il patrimonio genetico dell’ecosistema terra. La base biologica per l’agricoltura e l’allevamento e in pratica per il sostentamento presente e futuro dell’uomo.

Un patrimonio che rischia seriamente di essere compromesso per sempre, con tutto quello che ne consegue per la vita e la salute non solo dell’uomo ma di tutte le forme viventi e dello stesso pianeta che rappresenta la casa naturale per tutti. Il termine è relativamente recente. È stato, infatti, utilizzato per la prima volta nel 1968 dall’ecologo Raymond Dasmann e, qualche anno dopo, dal biologo Thomas Lovejoy nel suo libro “Conservation biology”. Solo nel 1988 apparve esattamente come biodiversità, nel libro dallo stesso titolo, una raccolta di saggi curata da Edward Wilson, biologo ed evoluzionista americano.

Non bisogna pensare, come spesso accade anche a causa di un’informazione spesso poco puntuale sulla materia, che con questa espressione ci si riferisca alla solo diversità agricola. Cioè solo quella relativa alle piante coltivate e agli animali che rappresenta l’un per cento mentre il restante novantanove per cento riguarda l’intera diversità biologica del pianeta.

Biodiversità perché è importante

La consapevolezza che la perdita di biodiversità contribuisce all’insicurezza alimentare ed energetica, aumenta la vulnerabilità ai disastri naturali, come inondazioni o tempeste tropicali, diminuisce il livello della salute all’interno della società, riduce la disponibilità e la qualità delle risorse idriche e impoverisce le tradizioni culturali basta a comprendere perché sia così importante.

Ciascuna specie occupa una tessera precisa e non casuale nel mosaico dell’ecosistema e, proprio in virtù del suo ruolo lo aiuta a mantenere i suoi equilibri vitali. Che equilibrio magico e delicato che, se viene messo a rischio, non potrà non avere un impatto negativo per la stabilità dell’habitat. Per esempio, una più vasta varietà di specie significa una più vasta varietà di colture, una maggiore diversità di specie assicura la naturale sostenibilità di tutte le forme di vita, un ecosistema in buona salute sopporta meglio un disturbo, una malattia o un’intemperie, e reagisce meglio. Un altro motivo che fa della biodiversità un elemento imprescindibile per la salute dell’uomo è riconducibile al fatto che sia fonte di beni, di risorse e di servizi.

Di questi, che gli specialisti sono soliti classificare in servizi di supporto, di fornitura, di regolazione e culturali, beneficiano direttamente o indirettamente tutte le comunità umane, animali e vegetali del pianeta. Gli stessi servizi hanno un ruolo chiave nella costruzione dell’economia delle comunità umane e degli Stati. Ad esempio, la biodiversità vegetale, sia nelle piante coltivate sia selvatiche, costituisce la base dell’agricoltura, consentendo la produzione di cibo e contribuendo alla salute e alla nutrizione di tutta la popolazione mondiale. Senza l’azione degli impollinatori che, visitando i fiori, trasportano il polline delle antere maschili sullo stigma dell’organo femminile, dando luogo alla fertilizzazione sarebbe davvero utopico pensare di tenere invariato il regime alimentare attuale.

Oltre un terzo degli alimenti umani semplicemente non esisterebbe. Esistono centotrentamila piante a cui le api sono essenziali per l’impollinazione. Purtroppo le api stanno subendo un declino drammatico in questi ultimi anni, per via della distruzione e degradazione degli habitat, di alcune malattie, dei trattamenti antiparassitari e dell’utilizzo di erbicidi in agricoltura. Alcune ricerche in corso ipotizzano anche un’influenza delle onde elettromagnetiche, sempre più in aumento per via dei ripetitori di telefonia mobile. Pare che le radiazioni interferiscano con il sistema di orientamento degli insetti, impedendo loro di rintracciare la via dell’arnia e portandoli a disperdersi e morire altrove.

Le risorse genetiche hanno consentito in passato il miglioramento delle specie coltivate e allevate e continueranno a svolgere in futuro questa loro funzione. Tale variabilità consentirà anche di ottenere nuove varietà vegetali da coltivare o animali da allevare e di adattarsi alle mutevoli condizioni climatiche e ambientali. La biodiversità fornisce nutrimento, fibre per tessuti, materie prime per la produzione di energia ed è anche la base per i medicinali. Un aspetto da tenere bene in considerazione.

La perdita e l’impoverimento della biodiversità ha impatti pesanti sull’economia e sulle società, riducendo la disponibilità di risorse alimentari, energetiche e medicinali. Attualmente il mercato mondiale dei farmaci vale seicentocinquanta miliardi di dollari e quasi la metà si basa su farmaci tratti, direttamente o indirettamente, dai regni vegetale e animale.



Autore: Luigi Mannini
pubblicato il